Siccome questi commenti sono non richiesti, ci cimentiamo in una analisi che altri anche meglio di noi hanno già fatto, anche prima di noi, sulla illuminata misura detta webtax dai più.
La legge di stabilità appena approvata modifica il decreto IVA del 1972 aggiungendovi un articolo, il neonato 17bis. Se capiamo bene, questo articolo dice, al primo comma, "se vuoi comprare pubblicità online - ovunque essa sia - devi usare un fornitore italiano", e al secondo comma, "se vuoi fare pubblicità online in Italia - ovunque tu sia - devi usare un fornitore italiano". Ovviamente, speriamo di aver capito male.
Ma se avessimo capito bene, quali sarebbero le conseguenze? Proviamo. La pubblicità è, non ci crederete, un input nel processo di produzione. L'impresa compra pubblicità per, non ci crederete, incrementare la domanda dei propri prodotti, aumentare la visibilità del proprio marchio, far conoscere la propria impresa. Cosa dice il primo comma? Questo input lo compri solo da fornitori italiani. La conseguenza è ovviamente che i costi unitari di produzione (produzione in senso lato, includendo - appunto - la pubblicità) diventano più alti, perché se le imprese trovassero già conveniente comprare pubblicità da altre imprese italiane, la legge non avrebbe alcuno scopo. E' esattamente perché le imprese italiane comprano pubblicità da imprese estere - migliori, si presume - che stanno restringendo il mercato, è esattamente per questo cioè che la legge è stata voluta.
Questo bel comma quindi aumenta i costi di produzione delle imprese italiane. Costi di produzione più alti si traducono, e lo sappiamo che non ci crederete, in produttività più bassa (facciamo meno con più risorse): la bassa (crescita della) produttività è la ragione principe per cui i salari italiani non crescono da decenni (vedi alla voce: gente povera). Avvisateli, la prossima volta che vengono a parlarvi di sostegnallacrescita. Ma danneggia tutti allo stesso modo? No, ovviamente: se il tuo processo di produzione usa molta pubblicità (vedi alla voce: imprese innovative nel prodotto) la cosa pesa molto di più. Avvisateli, la prossima volta che vengono a parlarvi di sostegnoallinnovazione. Due danni in un comma solo. Mica male.
Ma parliamo del secondo comma, che diceva, sempre se purtroppo abbiamo capito bene, che se una impresa vuole fare pubblicità in Italia, la deve comprare da un fornitore italiano. Se questo acquirente è italiano, vedi sopra. Ma se questo acquirente è straniero, che ce ne frega? Ce ne frega eccome. Avere a disposizione più input, nuovi, migliori, da fornitori stranieri, è uno dei modi in cui i costi di produzione delle imprese italiane rimangono bassi: il trapano più potente, il tubo più resistente, il software più veloce, anche il nuovo telefonino, non ci crederete, è proprio utile sapere che c'è! E cosa succede se limitiamo la pubblicità comprata da stranieri in Italia, alzandone artificiosamente il costo? Che le imprese italiane, ovviamente, avranno costi più alti, perché hanno input peggiori, e quindi produttività più bassa. Le due voci da controllare le abbiamo già scritte sopra. E, non ci crederete, non sono neanche tutte.
Friday, December 27, 2013
obiettivo raggiunto!
Sotto silenzio, anche sullo stesso blog di Beppe Grillo, il fatto che il governo ha realizzato uno dei punti del programma economico del M5S.
Si legge infatti a p. 10 del programma (qui) come uno degli obiettivi sia quello di disincentivare le aziende che creano un danno sociale, come i distributori di acqua in bottiglia. Ebbene, ci informa il corriere che l'IVA sui prodotti in vendita nei distributori automatici aumenterà dal 4 al 10% da gennaio. Finalmente una cosa utile per la società. Bravi!
Si legge infatti a p. 10 del programma (qui) come uno degli obiettivi sia quello di disincentivare le aziende che creano un danno sociale, come i distributori di acqua in bottiglia. Ebbene, ci informa il corriere che l'IVA sui prodotti in vendita nei distributori automatici aumenterà dal 4 al 10% da gennaio. Finalmente una cosa utile per la società. Bravi!
Thursday, December 5, 2013
il salario minimo e gli gnomi delle mutande
La sinistra americana, disperatamente alla ricerca di una distrazione che faccia dimenticare la recente debacle sanitaria, ha deciso di buttarsi (figurativamente) sul salario minimo.
Secondo un recente cinguettio del Leader Maximo aumentare il salario minimo crea posti di lavoro. In parole povere, e nella lingua natia del Prez., this is economic nonsense. E' vero che esistono circostanze limitate in cui un aumento del salario minimo porta ad un aumento dell'occupazione (per esempio, situazioni di monopsonio) ma solo un Marx d'annata un po' brillo potrebbe pensare che questo tipo di condizioni pervadano l'intera economia americana (300+ milioni di individui distribuiti su un intero continente).
Senza troppi giri di parole, il problema reale e' che ovunque la sinistra e' diventata il partito della magia. Un nobile obbiettivo, un'azione plausibile sono sufficienti. Come il primo sia legato alla seconda e' un dettaglio irrilevante. A breve inizieranno a rubare le mutande.
Se si vuole aumentare il reddito dei poveri... si aumenti il reddito dei poveri (alla sinistra di solito piace redistribuire. Peccato sia politicamente tossico oggi, soprattutto in US). Forzare le imprese a pagare i lavoratori piu' della loro produttivita' fa soprattutto danni. Questo lo sanno pure gli gnomi.
Secondo un recente cinguettio del Leader Maximo aumentare il salario minimo crea posti di lavoro. In parole povere, e nella lingua natia del Prez., this is economic nonsense. E' vero che esistono circostanze limitate in cui un aumento del salario minimo porta ad un aumento dell'occupazione (per esempio, situazioni di monopsonio) ma solo un Marx d'annata un po' brillo potrebbe pensare che questo tipo di condizioni pervadano l'intera economia americana (300+ milioni di individui distribuiti su un intero continente).
Senza troppi giri di parole, il problema reale e' che ovunque la sinistra e' diventata il partito della magia. Un nobile obbiettivo, un'azione plausibile sono sufficienti. Come il primo sia legato alla seconda e' un dettaglio irrilevante. A breve inizieranno a rubare le mutande.
Se si vuole aumentare il reddito dei poveri... si aumenti il reddito dei poveri (alla sinistra di solito piace redistribuire. Peccato sia politicamente tossico oggi, soprattutto in US). Forzare le imprese a pagare i lavoratori piu' della loro produttivita' fa soprattutto danni. Questo lo sanno pure gli gnomi.
Wednesday, December 4, 2013
la battaglia
Finalmente una proposta chiara:
"i prodotti per l'alimentazione nazionali consumati nel nostro territorio dovranno essere avvantaggiati fiscalmente rispetto agli stessi prodotti provenienti da Paesi della UE. Se produco un chilo di riso in Lomellina o dieci arance in Sicilia, quel riso e quelle arance dovranno poter essere consumati in Italia al posto di riso proveniente dalla Romania o arance del Portogallo."
Ecco. Finalmente un'idea giusta. Non fa niente 1) che magari chi mangia preferisca pagare meno a parita' di qualita', 2) che ovviamente se non lo so io qual e' il prezzo giusto (quindi il "vantaggio fiscale" giusto) per una qualita', magari non lo sa nemmeno chi deve implementare questa politica, 3) che sto benedetto "vantaggio fiscale" deve essere pagato da qualcuno (con cosa? maggiori tasse? minori spese? coi beni dei partiti?)
D'altra parte, ci informano, importiamo "il 50% del grano per il pane, il 40% del grano per la pasta". E se valeva la pena combattere la battaglia gia' quando l'importazione di frumento era solo il 33%, non possiamo certamente fermarci ora.
"i prodotti per l'alimentazione nazionali consumati nel nostro territorio dovranno essere avvantaggiati fiscalmente rispetto agli stessi prodotti provenienti da Paesi della UE. Se produco un chilo di riso in Lomellina o dieci arance in Sicilia, quel riso e quelle arance dovranno poter essere consumati in Italia al posto di riso proveniente dalla Romania o arance del Portogallo."
Ecco. Finalmente un'idea giusta. Non fa niente 1) che magari chi mangia preferisca pagare meno a parita' di qualita', 2) che ovviamente se non lo so io qual e' il prezzo giusto (quindi il "vantaggio fiscale" giusto) per una qualita', magari non lo sa nemmeno chi deve implementare questa politica, 3) che sto benedetto "vantaggio fiscale" deve essere pagato da qualcuno (con cosa? maggiori tasse? minori spese? coi beni dei partiti?)
D'altra parte, ci informano, importiamo "il 50% del grano per il pane, il 40% del grano per la pasta". E se valeva la pena combattere la battaglia gia' quando l'importazione di frumento era solo il 33%, non possiamo certamente fermarci ora.
Monday, December 2, 2013
la decrescita spiegata
""hai voglia a consumare, consumare, ... se piu' consumi piu' devi importare, e' un gioco che non ha piu' scampo! non vale piu' nulla la crescita, il consumo, non vale piu' niente! la crescita non crea i posti di lavoro, li toglie!"
Chi l'ha detto?
1) Karl Marx
2) Beppe Grillo
3) Beppe Grillo
Lo so che avete pensato al 2. Era il 3. Dopo molti casi di impostori, finalmente chiarezza sulle proposte di politica economica con una interpretazione autentica del pensiero del caro leader.
UPDATE [3/12/2013]: A volte cerchiamo di rinfrancarci pensando che queste idee sorgano spontanee in discorsi a braccio. E invece no, sono proprio convinzioni serie: http://veritafavole.corriere.it/2013/02/19/beppe-grillo
Chi l'ha detto?
1) Karl Marx
2) Beppe Grillo
3) Beppe Grillo
Lo so che avete pensato al 2. Era il 3. Dopo molti casi di impostori, finalmente chiarezza sulle proposte di politica economica con una interpretazione autentica del pensiero del caro leader.
UPDATE [3/12/2013]: A volte cerchiamo di rinfrancarci pensando che queste idee sorgano spontanee in discorsi a braccio. E invece no, sono proprio convinzioni serie: http://veritafavole.corriere.it/2013/02/19/beppe-grillo
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